Je so’ pazzo: quando un concorso musicale smette di premiare la musica
Oggi vi voglio parlare di una pessima esperienza, che prima o poi doveva arrivare ma che non mi sarei mai aspettato sarebbe arrivata proprio da Roma in un contesto nazionale.
Chi mi segue e chi mi conosce sa che sono un entusiasta frequentatore di concorsi canori di livello, e sa anche che a me delle classifiche è sempre interessato molto poco perché il valore che cercavo e che ho sempre trovato era l’esperienza sul palco e le persone che potevo conoscere e ammirare. L’esperienza di “Je so’ pazzo” è stata la peggiore degli ultimi due anni.
Un sospetto mi sarebbe dovuto venire quando, leggendo il regolamento, ho appreso che se non avessi alloggiato in uno degli alberghi convenzionati con il concorso, non avrei avuto diritto a partecipare. Ma poi, dal momento che la mia motivazione era di fare esperienza e trascorrere del tempo di qualità con i miei amici e colleghi artisti (conosciuti al Tour Music Fest), ho sorvolato sulla questione, anche quando ho appreso che se mia moglie mi avesse accompagnato avrebbe dovuto pagare la mia stessa quota pur non partecipando al concorso ed alloggiando nella mia camera. Oramai ero in ballo: avevo partecipato con successo alla selezione regionale a Orsago (TV) e quindi la voglia di calcare un palco più grande la faceva da padrona.
Sono partito per Roma, da solo. Sono stato costretto a prenotare 3 notti perché dovevo assolutamente arrivare presso la segreteria organizzativa del concorso entro le 19:00 del 14 luglio. Sono arrivato alle 18:00, ho saldato l’albergo (in anticipo) e mi è stato dato un braccialettino adesivo di carta che stava ad indicare che ero “un artista partecipante”. Questo accredito, durato 5 minuti, mi è costato una notte in albergo. Infatti, durante la mattina dello stesso giorno ho appreso che la mia esibizione era fissata per le 15:00 del giorno successivo (ma io dovevo essere PER FORZA a Roma il giorno prima per prendere il braccialetto – 5 minuti).
Il giorno dopo vado al Parco della Pace di Marino, sede del concorso. Ci vado con la mia macchina perché la mia esibizione era alle 15:00 ma la navetta del mattino era alle 9.30, e al Parco della Pace c’erano 37 gradi.
Quel pomeriggio hanno fatto esibire 24 artisti, ma la categoria “over” ne contava 35. Io sono salito sul palco per secondo, alle 15.15. La platea era sotto un sole cocente e quel pochissimo pubblico che era venuto si era preso le sedie e si era sistemato sotto gli alberi a una cinquantina di metri sul fianco del palco. Quindi, durante la mia esibizione avevo davanti a me solo i tre giudici, sotto a un gazebo, e la mia amica Fabiana che mi ha fatto l’enorme favore di riprendermi col cellulare.
Mentre cantavo la mia “Celeste nostalgia“, due dei giurati parlavano tra loro e il terzo guardava il cellulare (per un momento mi era venuta voglia di fermarmi e chiedere se non li stessi disturbando). Ho finito la mia esibizione, ho ringraziato, sono andato a pranzare in uno dei banchetti della kermesse e sono tornato in albergo per cambiarmi.
Quando alla sera siamo tornati al Parco della Pace (i miei amici si esibivano tutti e tre tra le 22 e le 23), uno dei giudici era cambiato. Non so quanto sia lecito cambiare un giudice durante una competizione della stessa categoria: cosa ne sa il giudice della sera delle performance e del metro di giudizio di quello del pomeriggio?
Tra gli artisti della sera, uno in particolare ha attirato la mia attenzione in quanto ha presentato “Margherita“, il brano che è stato il mio cavallo di battaglia per tanti anni. Così, incuriosito, ho preso il cellulare e l’ho ripreso. Aveva una voce in stile “Barry White” che lo ha portato ad abbassare la tonalità del brano addirittura di 5 semitoni, un fortissimo accento napoletano e durante l’esecuzione ha pure dimenticato alcune parole.
Insomma, una interpretazione originale ma, secondo la mia esperienza nei concorsi, del tutto inadeguata: durante le masterclass dei grandi concorsi, infatti, mi è stato insegnato che io posso eseguire un brano alla perfezione anche 20 volte al giorno per anni, ma dalla giuria vengo valutato solo per quei 210 secondi, e se sbaglio lì… ho sbagliato!
Ho pensato: “…Tutti hanno il diritto di provarci…“. Non mi è passato neanche per l’anticamera del cervello che la sua Margherita potesse andare in finale escludendo molti artisti che avevo ascoltato durante la giornata e che, a mio giudizio, avevano offerto esibizioni tecnicamente molto più solide!
Quando ho visto la classifica mi sono tornati in mente alcuni dettagli: l’interesse dei giurati durante la mia esibizione (praticamente nullo), l’obbligo di soggiornare nei loro alberghi, il cambio di giurati nella valutazione della stessa categoria, la divisione della stessa categoria in due turni…
La classifica non mi interessa, non mi è mai interessata. Ma dopo aver percorso 1.400 km per andare a Roma e tornare, dopo aver passato le ultime settimane a provare, a studiare e a prepararmi per dare il meglio su quel palco e dopo aver speso 600 euro per soggiornare tre giorni in uno dei loro “alberghi convenzionati”, credo che quei 210 secondi di attenzione da parte dei giudici mi spettassero per diritto acquisito!
E invece, sui 34 artisti che ho sentito durante quella giornata (in realtà ne ho sentiti meno, perché dopo pranzo – alle 16 – sono tornato in albergo e sono tornato la sera per ascoltare gli ultimi 10), la giuria ha deciso di premiare, tra i 10 che passavano il turno alla finale, proprio un artista che si era dimenticato le parole del suo brano, già interpretato con forte inflessione napoletana (al netto del pesante cambio di tonalità che può comunque essere una scelta artistica).
Scrivo questa storia in modo così dettagliato perché sono stato colto da una ventata di rabbia nel pensare che ci sono genitori che affrontano anche difficoltà economiche importanti pur di spingere i propri figli a partecipare a delle manifestazioni che permettano loro di crescere, e un ragazzino minorenne accompagnato dai genitori rappresenta un importante introito per l’ecosistema di un concorso strutturato in quel modo. Quelle persone meritano un concorso serio e il rispetto per i loro sacrifici!
Quella classifica mi è sembrata assolutamente incompatibile con ciò che avevo visto e ascoltato durante tutta la giornata, almeno per quanto riguarda gli aspetti tecnici delle esibizioni relative alla mia categoria, e per quanto mi riguarda ha evidenziato un atteggiamento irrispettoso verso chi ha partecipato con entusiasmo e fiducia.
Così ho scritto alla direzione pretendendo di sapere (presentando dei video a supporto delle mie osservazioni) con quale criterio la giuria avesse valutato gli artisti in gara. Al Tour Music Fest, per esempio, la giuria assegnava un punteggio da 0 a 50 in diversi parametri di valutazione, che vanno dalla tecnica vocale alla presenza scenica, all’outfit e altro.
Non ho ricevuto alcuna risposta nel merito. Per questo motivo ho deciso di raccontare pubblicamente la mia esperienza, affinché chi sta valutando di partecipare possa farlo con tutti gli elementi a disposizione.
A supporto di quanto ho raccontato e affinché possiate trarre le vostre conclusioni, ho condiviso più sopra la mia esibizione integrale (pubblicata sul mio canale Youtube) e qui di seguito un piccolo estratto dell’esibizione di “Margherita” che è stata considerata meritevole della finale nazionale del concorso.
Chi scrive è un interprete che ha vinto l’edizione Summer 2025 di Sanremo New Talent, che è arrivato in finale per due anni di seguito (2024 e 2025) al Tour Music Fest e che nel 2026 ha pure partecipato a “Una Voce per San Marino”, concorso legato all’Eurovision Song Contest.
Non mi ritengo migliore degli altri – per me la musica è vita, qualunque sia la sua espressione! – ma è innegabile che ho visto abbastanza per poter valutare “la bontà” di un concorso e, secondo la mia opinione, “Je so’ pazzo” non è orientato alla crescita degli artisti, con tutto che è stato probabilmente il palco con l’impianto più performante su cui mi sia mai esibito.


Ciao, non ci siamo incrociati al Parco della Pace, purtroppo mi rivedo e condivido quanto hai scritto.
Sono la mamma di un partecipante Junior che non ha passato la prima fase. Lui ha sbagliato, gli è mancata la voce negli ultimi 3 acuti. Non discuto la loro scelta nei suoi confronti, forse li ha aiutati.. ma tantissime cose non sono corrette.
Anche secondo me il TMF è più serio.
In bocca al lupo per il futuro
Ciao.
Concordo. A mio figlio è mancata la voce negli acuti finali, nessuna recriminazione per il non passaggio.
Tutto il resto è stato mal gestito/organizzato.
Soprattutto per chi ci sogna e vuole capire come migliorare.