Perché non ho parlato della mamma durante l’intervista
A seguito dell’intervista di due ore che ho rilasciato a DJChannel TV per la trasmissione “La Voce di eNordEst”, qualcuno mi ha fatto notare una cosa che, sinceramente, non avevo nemmeno considerato.
Ho parlato di mio papà, di mia moglie, di uno dei miei figli e perfino di mia suocera.
Ma non ho parlato della mamma.
Qualcuno si è chiesto se ci fosse una ragione particolare.
La verità è che non c’è.
O meglio, non c’è nessuna ragione speciale o nascosta.
Mio papà è mancato in un momento molto difficile della mia vita e la sua assenza è diventata qualcosa con cui ho dovuto imparare a convivere. Forse anche per questo, quando parlo di lui, sento il bisogno di tenerlo presente, di portarlo con me.
La mamma invece è ancora qui.
Fa parte della mia vita come l’aria che respiro, come l’acqua che bevo, come tutte quelle cose indispensabili che spesso finiscono per essere date per scontate proprio perché non immaginiamo una vita senza di loro.
Non fai caso alle tende quando entri in una casa, ma ti accorgi subito se mancano. O, meglio (anche se fa un po’ più male dirlo…), comprendi davvero quello che avevi quando non ce l’hai più.
In due ore di conversazione mi sono state fatte moltissime domande, ma semplicemente non è mai capitato di parlare di lei.
Tutto qui.
Eppure, a pensarci bene, la mamma era presente anche senza essere nominata.
Le prime parole che ho pronunciato da bambino erano le parole di una canzone che cantava lei (“Buonasera dottore…”).
Se oggi amo il revival, Celentano e tanta musica italiana che porto ancora nel cuore, è perché in casa mia quelle canzoni risuonavano ogni giorno, perchè le ascoltava sempre, perchè ci cantava sopra.
Una parte della mia passione per la musica nasce proprio lì.
Quindi no, non c’è nessun motivo particolare se durante quell’intervista non ho parlato della mamma.
Probabilmente non ne ho parlato proprio perché la sua presenza nella mia vita è qualcosa che considero naturale, costante e scontata nel senso più bello del termine.
E se oggi sento il bisogno di scriverlo, è perché alcune persone meritano di essere ringraziate anche quando non vengono nominate.
La mamma è una di quelle persone.
E mi auguro di poter continuare a saperla accanto ancora per moltissimo tempo.


Lascia un Commento
Vuoi partecipare alla discussione?Sentitevi liberi di contribuire!