Quando il destino bussa su WhatsApp: la mia sfida verso il San Marino Song Contest

C’è un momento preciso, tra gli scaffali di un supermercato, in cui ho capito che il mio febbraio 2026 sarebbe stato molto diverso da come lo avevo immaginato.

Mi stavo preparando con calma per Sanremo, per l’edizione Winter di Sanremo New Talent al Salottino delle Celebrità. Lo spirito era quello giusto: nessuna ansia, nessuna necessità di conferme dopo la vittoria della targa Platinum a Rimini. Volevo solo godermi l’atmosfera della città dei fiori durante la settimana del Festival.

Poi, un messaggio. E subito dopo la conferma ufficiale del Patron del concorso.
Senza che io avessi chiesto nulla, sono stato selezionato tra le cinque “teste di serie” di SNT per partecipare alle selezioni ufficiali del San Marino Song Contest, il format che apre le porte dell’Eurovision, il concorso più importante d’Europa.

Essere scelto per rappresentare il circuito che mi ha visto vincitore pochi mesi fa, insieme a pochissimi altri colleghi, mi ha lusingato e, lo ammetto, mi ha messo addosso una nuova, sana inquietudine. Non è la competizione a emozionarmi, ma la responsabilità di portare su un palco così internazionale una storia come la mia.

Ho dovuto decidere tutto in pochi istanti. Ho scelto di presentarmi con un brano che non ho mai cantato in pubblico. Lo sto studiando proprio ora, nota dopo nota, ed è un’esperienza quasi terapeutica: ha un pathos che sento addosso come una seconda pelle. Non ne svelerò il titolo, perché voglio che arrivi come un messaggio diretto a chi saprà ascoltare. Se sei davvero mio amico, capirai che sto parlando proprio con te.

C’è però un ostacolo tecnico non da poco: il regolamento ufficiale impone un limite ferreo di 3 minuti. Far stare un’emozione così grande in un tempo così stretto è una vera sfida tecnica da risolvere in pochi giorni di prove.

Il 1° febbraio sarò dunque a San Marino, sul palco allestito per l’occasione nella cornice moderna dell’Outlet Experience. Sarà un test importante per la mia voce e per il mio cuore, prima di scendere verso Sanremo il 24 febbraio.

Non so dove mi porterà questa strada, ma so che la percorrerò con la stessa sincerità di quelle 5000 serenate fatte in gondola. Con umiltà, un pizzico di incoscienza e tanta voglia di raccontare.

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