La Mia Finale Europea al Tour Music Fest 2025: Quando la Paura Diventa Puro Cuore
Tour Music Fest 2025
Un’esperienza indimenticabile!
Mercoledì 26 novembre 2025: questa non è solo una data, è un punto fermo incancellabile nella mia storia. La Finale Europea del Tour Music Fest 2025 non è stata una gara; è stata un’immersione totale in un vortice di emozioni vere, energia e un senso di condivisione che va oltre il palco.
Arrivare al leggendario Teatro Titano di San Marino, pronto a interpretare “Bella” da Notre Dame de Paris, portava con sé un peso di aspettative enormi. Il cuore, lo ammetto, batteva così forte da far male, la tensione era un nodo in gola. Ma in quei momenti, ho trasformato quella scarica di paura in pura, inarrestabile forza motrice.
Eravamo in 30, artisti scelti da ogni angolo d’Europa: Germania, Inghilterra, Francia, Spagna… tutti lì, per la stessa, folle passione. Ci chiamavano sul palco a gruppi di cinque, in un ordine ignoto. A ogni annuncio, il mio cuore sussultava. Quando hanno pronunciato il mio nome, la voce mi si è bloccata. Ho dovuto dirmi: “Calma, Roberto, calma! È questo, è il tuo momento… lascia che accada.”
Subito prima di me, sul palco è salito Giampietro, “Gippo”, un artista vicentino che ho avuto la fortuna di conoscere durante il Camp di Padova. Gippo non è solo un cantante straordinario; è una persona bellissima, lui e sua moglie Chiara. Mentre Gippo attaccava con la sua energica interpretazione di “Nel sole” di Albano, lo staff mi ha invitato a prepararmi dietro le quinte.
È stato proprio in quel tragitto che è avvenuta la scintilla. Ho incontrato Francesca, una coach del TMF, una persona che – assieme al suo compagno Gabriele – ha per me un valore davvero speciale. Mi ha detto che era venuta apposta per ascoltarmi. In quell’istante, la sua presenza ha operato una magia: la paura è svanita, trasformandosi in una potentissima, travolgente adrenalina. Mi sono sentito carico, concentrato, determinato a dare tutto.
E, quasi me li avesse mandati una forza soprannaturale, mentre aspettavo di esibirmi sono arrivati anche Gianluca e Nadia, i vertici del Tour Music Fest! Si sono calorosamente complimentati con me per essere arrivato alle finali e mi hanno dato una carica incredibile. La cosa più toccante? Si ricordavano di me, nonostante ci fossimo visti ben un anno prima! Per un momento mi sono sentito come a una festa con dei vecchi amici. Questo incontro ha reso un momento già magico un ricordo che non dimenticherò mai.
Ho ammirato la performance di Gippo, e poi, con la grinta di una molla compressa e un cuore pieno di gratitudine, sono salito sul palco.
Ho respirato a fondo. Ho chiuso gli occhi per un attimo, visualizzando le tre anime del brano – Quasimodo, Frollo e Febo – non per diventare loro, ma per permettere che le loro emozioni crude attraversassero la mia voce, la mia interpretazione.
Lassù, ogni nota, ogni respiro, ogni singola parola è stata un passo verso la verità di ciò che sentivo. Ho cantato con la mia voce, il mio stile, ma soprattutto, con il mio cuore completamente aperto. L’energia del pubblico—gli sguardi attenti, gli applausi che salivano dalle poltrone, le vibrazioni della sala—ha preso la mia emozione e l’ha amplificata, trasformandola in qualcosa di condiviso e immenso.
Quando è arrivato il momento più snervante, quello della nomination, e hanno annunciato il mio nome tra gli 8 finalisti, l’emozione è esplosa, pura gioia. Alzandomi e percorrendo il palco, sentivo l’applauso del pubblico, il battere delle mani, le persone che respiravano con me.
Non contava più la classifica, perché, come ci hanno spiegato con la filosofia del TMF: “Se domani lo rifacessimo, la classifica cambierebbe. Non è importante sapere se sei nono o ventesimo: sei in Finale su migliaia di persone. HAI VINTO!”
E il riconoscimento più grande è arrivato subito dopo, fuori dal teatro. Persone che non conoscevo si sono fermate per farmi complimenti inattesi e sinceri. Un’insegnante di canto mi ha incoraggiato a unirmi a una compagnia teatrale; un’altra spettatrice mi ha detto, con le sue amiche, che ero il vincitore morale della serata. Questi gesti spontanei e così profondamente veri hanno reso l’intera giornata indimenticabile.
La serata è culminata con la cosa più bella: un ritrovo a cena con gli altri sei finalisti (il duo vincitore era rimasto in teatro). Una tavolata internazionale, gioiosa, piena di risate sincere, scambi di esperienze e complimenti reciproci. Eravamo io e Gippo (con Chiara) per l’Italia, e mia moglie Liuba (che ringrazierò sempre per il suo instancabile sostegno!), poi due artisti inglesi, una tedesca, un olandese e un francese, con cui ho stretto subito un legame speciale, tanto da rivederci e festeggiare anche il giorno dopo.
Al netto delle fortissime emozioni sul palco, questo è stato il vero cuore dell’esperienza: un’amicizia che si è accesa in un attimo, tra persone con la stessa, vera passione.
Torno a casa con un risultato di cui vado profondamente orgoglioso: un premio non solo per la performance, ma per gli sforzi, le ore di studio e preparazione e, soprattutto, per l’amore e la pazienza di mia moglie Liuba. Ogni applauso, ogni incoraggiamento e ogni sorriso mi ha scaldato il cuore. Davvero, non sarei voluto essere in nessun altro posto al mondo.


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[…] sono momenti in cui voli alto. Talmente alto che l’aria sembra diversa, più leggera. Il 29 novembre è stato uno di quei momenti: palco, teatro, musica, emozioni nude. Un’esperienza artistica così […]
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